Terza Cartolina dalla California: Andrà Tutto Bene3 min read

Bentornati alle mie cose random e sproloqui senza senso in diretta dalla California.

Il riassunto delle puntate precedenti qui e qui.

Il tempo vola, diremmo noi italiani.

Vi devo confessare che appena arrivata qui mi sentivo talmente persa che contavo i giorni al rientro. Se ci penso mi viene da tornare indietro nel tempo solo per prendermi a schiaffi. L’occasione che ho avuto è stata pazzesca, dentro di me l’ho sempre saputo, giuro.

A poche settimane dal mio ritorno a casa però i bilanci iniziano a farsi sentire. Non nego di avere avuto alti e bassi, le giornate non sono mai come ce le immaginiamo se stiamo tutto il tempo concentrati su quello che può succedere, che può andare storto. Tra l’altro, se continuiamo a farlo perdiamo di vista non solo l’obiettivo, ma anche la strada che siamo facendo. Parlo di noi, ma parlo soprattutto a me stessa.

Dove ero rimasta?

Dopo essere stata allo Yosemite e non aver avuto tempo di entrare nel vicino Parco Nazionale delle Sequoie, mi sono ritrovata col naso all’insù in una foresta di sequoie poco più giovani. Si chiama Miur Wood ed è perfetta per chi decide di venire qui e stare solo sulla costa tra San Diego e San Francisco. Si trova a meno di un’ora di auto dalla città, è una gita fuori porta che si può fare in giornata. Proseguendo, dalla cima del Mount Tamalpais si ha una vista da lasciare senza fiato.

Poi ho approfittato di un giorno di pioggia – dove alla fine, ovviamente c’è stato il sole – per visitare alcuni musei con calma, ho riscoperto il piacere di sedermi davanti ad un quadro per seguire con gli occhi ogni singola pennellata. Sono stata anche al MoMA, perché non c’ero stata prima? Ho anche avuto la fortuna di essere qui durante l’esposizione di Magritte, uno dei miei artisti preferiti.

Ho scovato posti insoliti in città, come il Clancy’s Pumpkin Patch. Un po’ fuori mano e un po’ distante dai classici itinerari, da valutare se state qui almeno quattro o cinque giorni. Adesso è un campo di zucche per Halloween, prossimamente credo ospiterà alberi di Natale.

Clancy's Pumpkin Patch

Ho passato un’oretta a ridere da sola al Musèe Mecanique, al Fisherman’s Wharf. Una collezione di giochi meccanici dello scorso secolo recuperati e rimessi a nuovo. L’ingresso è gratuito e puoi giocarci con monete da un quarto di dollaro. Simpatico il cartello che recita: “Please, be gentle with these machines. Most of them are or will be older than you will ever be”. Non fa una piega.

E infine mi sono trovata a chiamare “casa” l’oceano, a volte anche l’autobus che mi riportava a San Anselmo. Ho ri-cominciato a meditare ogni volta che ne sento la necessità, scoprendo che semplicemente è importante esserci. Ho ri-imparato a respirare con la pancia. Assurdo come questo gesto automatico in realtà abbia bisogno di istruzioni per l’uso, le ho trovate in questo libro.

Ho messo uno sfondo nuovo sul telefono. Dice: “It’s gonna be OK”. Sono un po’ spaventata del mio futuro, lo ammetto. Vederlo scritto e ripeterlo ad alta voce aiuta.

Sul mio profilo Instagram trovate le foto con le mie emozioni a caldo, ho aggiunto delle storie in evidenza con tutte le avventure di San Francisco. Ho recuperato anche quelle della mia gita allo Yosemite National Park e ci ho piazzato una bella copertina con orsetto annesso. Un po’ di ordine in questa caos!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *