Riflessioni di Marzo2 min read

Marzo non mi ha dato tregua. Se si analizzasse il grafico di quello che mi ha, per così dire, “regalato” marzo, sembrerebbe un terremoto di massicce dimensioni. Marzo è stato davvero un terremoto, con dei picchi di emozioni assurdi a cui forse non ero pronta.

Ho più volte preso in mano il computer e iniziato a scrivere..ma la testa non è riuscita a stare con me. E allora meglio fare un passo indietro e non dire nulla, quando non si riesce a dire niente. Perché non è che non avessi niente da dire, semplicemente non sono riuscita a dirlo.

Marzo è iniziato così. Con un’amica che mi ha voltato le spalle senza dare spiegazioni, ma con altrettanti amici nuovi, con le mie stesse passioni e il mio stesso modo di vedere il mondo. Col tempo ho imparato a capire chi bisogna avere vicino e lasciar andare invece chi è troppo diverso da te e non riesce ad accettarlo o semplicemente a capirlo. Certo la delusione è stata forte, ancora una volta mi sono resa conto di aver dato troppo e di questo la colpa è solo mia. Sono riuscita a ingoiare tutto mentre un nuovo viaggio mi aspettava, sarei stata a Londra per la prima volta e questa città mi ha letteralmente stregata, pur con le sue quattro stagioni ad ogni ora, i ritmi scanditi dall’apertura dell’ombrello o della giacca. Subito dopo sono riuscita anche a rigenerarmi qualche giorno in Sardegna. Forse è meglio dire “ricaricarmi”..quando andavo a scuola era un modo per andare al mare e prendere un po’ di colore, ora con gli anni è diventato necessario alla sopravvivenza, lì  passo il tempo a parlare e parlare con mio fratello, mangiare e parlare e ancora parlare, tanto che appena mi giro verso il gate il silenzio mi stringe ogni volta sempre più lo stomaco. Più passano gli anni e più diventa una separazione dura e la distanza aumenta sempre quella necessità. Ma ancora una volta sono tornata carica e con un nuovo progetto in mano. La testa finalmente poteva concentrarsi al blog, ad un nuovo quadro ma soprattutto al prossimo viaggio. E invece sono di nuovo scivolata giù in queste montagne russe di cui ho sempre avuto il terrore. Il dolore per un cane che non si può definire solo cane..qualcuno di voi ha un cane? Un gatto? ..un coniglio? So che mi capirete. E così la piccola ha deciso di arrendersi, dopo aver lottato con noi per dieci giorni e iniziare il suo viaggio. Il nostro viaggio insieme è stato bello e anche lungo, anche se mai abbastanza. Abbiamo idea di come queste vite ci possano insegnare tanto? Ci donano tutto senza volere nulla in cambio, ci riempiono la giornata ma sopratutto il cuore.

E così oggi questo post scritto al volo e dal cellulare, per raccontare questo mio viaggio di Marzo che spero sia al capolinea. Sono pronta a ripartire. Sono pronta a chiudere quel libro così pieno di emozioni che stavo leggendo e cominciare a scrivere il prosieguo.

Ciao Luna.

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