Come superare il Jet Lag8 min read

In questo post vi spiegherò come superare il jet lag, cosa fare durante i giorni che precedono il vostro volo intercontinentale ed essere preparati una volta atterrati.

La prima volta non si scorda mai

Ricordo la prima volta che feci un viaggio oltreoceano come se fosse ieri. Agli altri, i più recenti, ero decisamente più preparata, ma la prima fu terribile! Ve la racconterò piano piano più tardi. Innanzitutto, prima di sapere come superare il jet lag, bisogna capire cos’è e perchè accade.

Senza dirvi paroloni impossibili, è quando viene alterato il ciclo sonno-sveglia. Consideriamo il nostro corpo come una macchina. Abituato ad un certo regime, durante il jet lag, tecnicamente sta producendo gli ormoni del sonno mentre noi siamo svegli. Il nostro cervello ci sta dicendo che è notte, ma fuori c’è il sole, il sistema va quindi in confusione mettendosi in modalità emergenza e lanciando una serie di messaggi di errore – i sintomi.

Quali sono i sintomi del jet lag?

Mal di testa

Fortissimo. A me viene esattamente al centro della fronte, faccio fatica a tenere gli occhi aperti. In questo punto è situato infatti l’ipotalamo, il centro raccolta dei dati sonno-veglia. Durante il jet lag sembrerà un ufficio elettorale americano in attesa dei risultati. Le cellule saranno impazzite e il mal di testa ne è il risultato. Quando vi spiegherò come superare il jet lag questo sintomo sarà comunque presente ma meno intenso.

Movimenti rallentati

E’ come se si vivesse in un’altra realtà. I segnali al cervello arrivano dopo e i movimenti di conseguenza arrivano ancora più tardi. Ingenuamente pensavo che il jet lag fosse come fare un dritto. Dalle mie parti, un dritto, è quando si fa serata e non si va a dormire. Pensavo bastasse superare quel momento, sapete quando arrivano le undici, mezzanotte, e non riuscite a tenere gli occhi aperti, continuate a sbadigliare? Non vi capita poi di superare quello, magari andando in bagno accendendo le luci, oppure che ne so, siete ad una festa e cade un bicchiere, e di essere improvvisamente più svegli di prima?

Pensavo che l’emozione bastasse a farmi rimanere sveglia. La prima volta che ho fatto un volo lungo, atterravo a San Francisco alle 14 ma per il mio corpo erano le 22. Il pomeriggio era lungo da far passare da svegli – e durante l’ora di chiusura dell’ufficio elettorale. Ricordo che io e mio marito ci stringevamo fortissimo le mani per attraversare la strada, le gambe andavano da sole. No, decisamente è qualcosa che va al di là dell’emozione!

Chiedere indicazioni diventa uno sciogli-lingua

Il controllo motorio va dove vuole, nelle gambe e nella lingua. Dopo qualche ora di veglia forzata sarà difficile anche comunicare tra di voi nella vostra lingua madre, figuriamoci in inglese! Sarà tutto un trentatretrentini, ma almeno riderete un sacco, se avrete le forze per farlo.

“E’ il mio corpo che cambia”

Mi è venuto in mente Piero Pelù e non ho potuto non citarlo così. Attacchi di fame e incontinenza pareva brutto.

A parte gli scherzi. Il nostro corpo è una macchina perfetta, lo sappiamo tutti, ed è abitudinaria. Per cui se ci si abitua a mangiare a determinati orari, da lì non si scappa. Tutto d’un tratto a colazione vi vorreste mangiare una teglia di lasagne. Il brutto è che poi a cena non vi verrà voglia di latte e fette biscottate, ma di un doppio cheeseburger. E per merenda? Che non lo vuoi provare quel dolce tipico da passeggio? In un attimo vi ritroverete a fare 6 pasti principali al giorno, tre perchè è il vostro corpo che ve li chiede, tre perchè vi sarano imposti dal nuovo orario.

E la pipì? Ovvio è la prima cosa che fate appena svegli, ma cosa succede se il vostro appena svegli ora è diventato il vostro andare a letto? Che alle 3 di notte sentirete la vostra vescica esplodere, dovrete alzarvi e andare in bagno, facendo credere all’ufficio elettorale che è ora di aprire. I primi giorni a San Francisco, per non rischiare di non riuscire più ad addormentarmi, andavo in bagno con le luci spente, per non parlare di tutte quelle volte che d’improvviso avrei voluto farla dietro un albero – e giù di crisi esistenziali “Perchè non sono uomo, perchè?!”.

Riposo un po’ le palpebre

In tutto questo ci si potrebbe chiedere: ma perchè non riposarsi, magari un’ora, e poi alzarsi belli freschi e partire in esplorazione? Non fatelo mai, MAI! Quello che succederà matematicamente sarà addormentarsi e svegliarsi dopo 7 o 8 ore di sonno. “No, ma metto la sveglia”. Non la sentirete, e se la sentirete la spegnerete e vi girerete dall’altra parte, garantito. Vi sveglierete poi con calma nel cuore della notte pronti a spaccare il mondo, le vostre cellule si saranno rigenerate e vi tornerà la sensazione di emozione di essere in un posto nuovo, dall’altra parte del mondo.

Leggende e verità

Sfatiamo anche un mito, prima di capire come superare il jet lag. I sintomi si sentono anche cambiando solo 4 ore di fuso. Ovvio, saranno meno intensi, ma comunque presenti. Quello che cambia è il tempo di adattamento del nostro corpo al nuovo ciclo orario. Dicono che le ore di fuso orario corrispondano alle ore che impiega il nostro corpo ad abituarsi, ma che sopra le 8, le ore di ripresa aumentano esponenzialmente.

Certa è una cosa: viaggiare verso est è molto più faticoso per il nostro corpo. E’ come se la giornata si accorciasse tutta in un momento – che poi magari sono passate mille ore di volo – e quando è ora di dormire il tuo corpo è sveglissimo! In Asia l’anno scorso non abbiamo dormito per due giorni per essere sicuri di arrivare in albergo verso le 22 e riuscire ad andare a dormire, per il nostro corpo sarebbe stato primo pomeriggio. Viaggiare verso ovest invece è come fare un Capodanno! Ma può essere soggettivo anche questo. Ad esempio non ho sofferto molto il jet lag a New York a 6 ore in meno rispetto l’Italia, ma volevo morire a San Francisco a meno 9 ore, due pomeriggi di vertigini e mal di testa; la prima settimana non siamo mai riusciti a stare svegli oltre le 21. Fate sempre i vostri calcoli in base all’ora esatta della destinazione al momento dell’atterraggio.

Badate bene che dovrete considerare il tutto anche per il ritorno! Potrete permettervi di tornare la domenica dall’Asia e il giorno dopo lavorare tranquillamente, ma a seconda del lavoro che fate, sarà invece rischioso ricominciare dopo un solo giorno a casa al ritorno dall’America. Di sicuro qua sotto trovate dei rimedi che vi aiuteranno a sentirvi jet-lagged il meno possibile!

Come superare il Jet Lag quindi?

Melatonina, of course 💊

Tra i medicinali che mi porto sempre dietro in viaggio, questa è sempre presente. La melatonina è il rimedio omeopatico numero uno, essendo in natura l’ormone che produce il nostro corpo per gestire il ciclo sonno-veglia. Visto che si attiva durante la notte, una volta arrivati dall’altra parte del mondo con le giornate al contrario, sarà sufficiente aiutare il nostro corpo assumendo una pastiglia di melatonina mezz’ora prima di andare a dormire per i primi giorni di vacanza – e i primi giorni di rientro. Vi garantirete così un buon riposo già dalla prima notte!

Cuscino, mascherina e tappi per le orecchie 😴

Se poi siete tipi da ostello, o comunque squattrinati come noi, in camere dalle pareti di carta velina, vi salveranno la vita anche dopo l’effetto jet lag. Quello che conta è che, nel caso arriviate in pieno giorno nella vostra destinazione, siate belli svegli per incominciare ad esplorare il luogo da subito! Dormire un po’ sull’aereo aiuterà moltissimo! Quindi: via di melatonina e sull’aereo cuscino, mascherina e tappi per le orecchie! Ho cercato per voi un set già completo senza che diventiate matti a cercare i singoli articoli 👆🏻, perchè sono indispensabili durante un viaggio. 

Scopritevi 🌞

L’esporsi al sole e quindi alla Vitamina D, in qualunque parte del mondo voi siate, è necessario. In viaggio però, assume un’importanza maggiore. La luce del giorno infatti aiuta anch’essa alla stimolazione dell’ipotalamo, la ghiandola della melatonina. Scoprendo anche solo le braccia farete capire al vostro cervello che non è ancora ora di prepararsi a dormire – “Hei tu! Ma non vedi che è giorno?!”.

Un po’ di footing 🏃🏻‍

No, non vi sto dicendo di aprire immediatamente la valigia e indossare la tenuta sportiva. Ma sicuramente l’esercizio fisico aiuta notevolmente la ripresa. Riattivare i muscoli dopo molte ore di volo avrà un effetto bellissimo sul vostro corpo e sul vostro umore – ricordate, più endorfine meno mal di testa. Sarà sufficiente camminare ad un passo leggermente più sostenuto per qualche chilometro, magari evitando di prendere la metropolitana per sole due fermate!

Una bella doccia rigenerante? 🚿 Anche no!

Lo so, lo so. Avete preso un regionale schifoso fino a Milano Centrale, il 73 fino a Linate, vi siete sparati dodici ore di viaggio comprese le tre ore di scalo seduti per terra al Gate 4, poi di nuovo mezz’ora di metro. Una bella doccia non ce la toglie nessu…..NOO! Non fatelo, mollate le valigie e uscite fuori dalla stanza, subito! Gli scenari sarebbero due. Nel primo, una volta usciti dalla doccia troverete il vostro compagno con la bavetta sul cuscino che dorme e nel secondo basterà invertire i ruoli.

Espresso. Single Shoot ☕️

Il caffè italiano è il migliore del mondo, lo sappiamo bene. C’è però un altro motivo per evitare i beveroni che ci rifilano fuori dal nostro Paese. Ingenuamente si potrebbe pensare che sia semplicemente caffè annacquato e quindi leggero, quello che però a molti sfugge è che la quantità di caffeina è quella rilasciata dai grani di caffè durante il tempo in cui passa l’acqua dal filtro. Questo vuol dire che più il caffè è lungo più conterrà caffeina al suo interno. Se non sapete stare senza caffè, limitatevi ad un espresso single shoot per non rischiare di aggiungere la tachicardia alla vostra lunga lista di sintomi da jet lag!

E ora arriva il bello, tocca a voi! Datemi – dateci – i vostri consigli e i vostri segreti su come superare il jet lag, lasciate un commento!

 

Immagine in evidenza di Loic Djim on Unsplash
2 comments Add yours
  1. E dopo il Jet Lag che finalmente passa arriva l’adrenalina del viaggio … bellissimo articolo! Messo tra i preferiti !

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