Avere trent’anni5 min read

Avere trent’anni per me non è un problema.

Ho conosciuto ragazze che solo all’idea di avere trent’anni sono andate in depressione cosmica.

Per assurdo, il mio trentesimo anno è iniziato nel migliore dei modi, abbomba. Ero davvero felice per quello che mi stava capitando, mi sono buttata totalmente sul lavoro, avevo costantemente giudizi positivi che crescevano la mia autostima e la mia voglia di dare il meglio nel mio fortunato posto fisso. Un viaggio sentito e desiderato da una vita, amiche divertenti col quale passare momenti felici.

Quindi mi sono chiesta: succede questo ad avere trent’anni?

A trent’anni si rinasce dunque! Perchè l’ansia? Perchè essere tristi? Mi sono detta: “Avere trent’anni è stupendo, sono piena di vita e sto molto meglio di quando ne avevo 20, in continua lotta col cuore e col trovare un lavoro a tempo indeterminato, con le invidie e con i dispetti da adolescenti!”. Diciamo che mi sono sentita un po’ un pesce fuor d’acqua perchè consapevole che molto spesso si va in crisi esistenziale. Soprattutto noi donne! C’è questo falso mito che la donna a trent’anni deve essere sposata e avere un figlio – ma che dico uno! almeno tre! – e un lavoro stabile – possibilmente in banca. Io non è che mi ribello a questa etichetta, semplicemente l’ho adeguata alla mia vita: felice della libertà di poter fare ciò che più mi piace per essere felice, un cerchio perfetto.

Il mio problema è che tra qualche giorno ne compirò 31. Trentuno. Già.

Come cambia la vita in trecentosessantacinque giorni?

Cambia.

Ma posso giurarvi che non cambia per l’età.

Vi racconto un po’ più di me. Ho sempre inseguito la felicità, come ogni essere umano di questo mondo. Mi sono impegnata per questo, che vuol dire: stare attenta alle lezioni per imparare meglio e poi passare i compiti al compagno di banco. Essere sempre disponibile e offrirmi per i compiti più antipatici a lavoro, che questo volesse dire lavare i capelli a sconosciuti a 14 anni – la famosa voce “shampista” che mio marito prova spesso a farmi omettere dal curriculum – o salire sulle scale per togliere le ragnatele. Dire sempre di si alle amiche e non tirare mai pacco all’ultimo momento, dicendo la mia opinione in punta di piedi iniziando la frase col “Forse potresti…” appena sussurrato. Andando a feste in cui non sarei voluta essere, rinunciando a puntate importantissime di X-Factor – embè, questa per me è una sofferenza! Ho fatto telefonate scomode al posto di altri e partecipato a promozioni di prodotti di cui non me ne fregava una beata mazza. Ho passato pomeriggi a perdere tempo per fare quello che “ma tu sei più brava di me”, “ma tu lo fai con più velocità”.

Qualche mese fa una persona che consideravo un’amica mi ha chiuso la porta in facciadopo aver beatamente e avidamente usufruito di molte delle cose citate sopra – dicendomi che sono una persona cattiva, senza darmi ulteriori motivazioni. Ciao.

Con la testa che mi sono portata dietro per trent’anni ho messo in dubbio me stessa, non perchè pensassi di essere davvero una persona cattiva, ma per riuscire a decifrare i miei errori e analizzarli. Ho capito che la frase che ho scritto prima in grassetto non era che una copertina di un libro a cui hanno evidentemente messo un titolo sbagliato. Oggi, all’alba dei miei 31 ho iniziato lavoro su me stessa. Ho finalmente deciso di prendere in mano la mia vita, e questi sono i miei traguardi finora.

Ho iniziato a dire NO

Alzi la mano chi passa la vita a compiacere gli altri. Io. Ho iniziato un percorso che mi ha portato a selezionare quelle cose per cui vale la pena dire si e alle altre ho iniziato a rispondere semplicemente no. Senza rimpianti però, senza sentirmi in colpa. Se ciò che mi viene chiesto di fare non apporta beneficio alla mia giornata o alla mia vita in generale, per me è no.

Mi sono lanciata sui libri di crescita personale

A partire da “Il magico potere del riordino” a “Il magico potere dello sbattersene il c***o“. Ed è proprio quest’ultimo che insegna la differenza tra lo sbattersi e lo sbattersene, lettura di livello. Ho letto e sto leggendo libri sulla gestione del tempo e dello stress e “The Miracle Morning” mi sta aprendo la mente e preparando per chi davvero desidero essere.

Sto partecipando ad un corso digitale

Perchè guardiamo in faccia alla realtà: la vera felicità non sta nel fare ciò che è più semplice fare per arrivarci il prima possibile, ma sta nell’impegnarsi e credere a fondo in un progetto di vita che ti faccia felice in ogni cellula del corpo. Spero che voi facciate nella vita quello che davvero avreste voluto fare da bambini, io no. Il mio desiderio era quello di scrivere e girare il mondo. E il mio obiettivo è lì che mi aspetta.

E’ incredibile come questi tre scenari siano così collegati tra loro! Mi hanno fatto scrivere questo post praticamente trattenendo il fiato! Sono contenta di quello che sono e di chi sono stata. Ma oggi sono determinata ad essere chi voglio essere. Quindi non sono i trenta, i quaranta, i cinquanta: è quando decidi di essere la migliore versione di te. Ripeto, il percorso sarà lungo e non sarà facile, ma perchè non provarci? Questo è il Si che si deve dire. A questo punto della mia vita, avere 31 anni mi emoziona più che avere trent’anni.

P.S. Solo io gestisco la perdita di un’amica come la rottura di un fidanzamento?

16 comments Add yours
    1. Ottima lettura, iniziare dalla casa è un buon punto di partenza 🙂 il resto viene da sé se si è determinati!

  1. Ciao! Che bello il tuo post: l’ho letto tutto d’un fiato, così come tu lo hai scritto! Io tra qualche mese compiró 29 anni e l’ansia dei 30 per me si avvicina. È un’ansia perchè, cone dici tu, ci sono troppi stereotipi: a 30 anni devi essere realizzato, devi trovarti nel pieno della tua carriera. Al di la del fatto che non m’importa di fare figli, ne di essere sposata perchè tanto vivo già con l’uomo della mia vita, mi spaventa l’idea di fare un lavoro che non amo. Dopo i 30 sarà ancora possibile cambiare lavoro? Beata te che sei riuscita a cambiare la tua filosofia di vita!

    P.S. Anche io starei male al litigio con un’amica. Ma solo perchè capirei di aver perso del tempo con la persona sbagliata!

    In bocca al lupo!

    1. Chiara, la possibilità di cambiare la nostra vita l’abbiamo davanti agli occhi ogni giorno! Non conta l’età, come vedi anche tu non hai seguito la sequenza che tutti si aspettano da una donna, no? E allora perchè non decidere di stare bene a 360°? A volte scegliere il percorso più difficile implica anche il fatto che arrivati alla fine ci si senta davvero fieri, provare per credere! 🙂
      Viva il lupo!

  2. Questo post potrei averlo scritto io, sai? Tanto per cominciare ho compiuto trent’anni la settimana scorsa, mi sembrava una cosa molto più grande di me e le parole di un amico mi hanno fatta ricredere sul significato di questo compleanno.
    “Anna, questo sarà il periodo più bello della tua vita perché puoi fare quello che vuoi: sei ancora giovane per fare qualsiasi cosa ma sei matura abbastanza per evitare cavolate, hai un lavoro che ti dà la possibilità economica e hai una vita stabile con un compagno. Goditi questi anni più che puoi”.
    E poi anche io sono una che è cresciuta compiacendo gli altri, e me ne sono pentita. Tanta gente non meritava una briciola di quello che ho fatto per loro, e negli ultimi anni ho imparato ad essere più egoista, a dire le cose che penso e ad accettare di fare qualcosa solo se ho veramente voglia di farlo. E ciliegina sulla torta: anche io sono stata accusata di aver fatto delle cattiverie da una coppia di “amici” e ci sono stata malissimo. Non ho ancora capito cosa avrei fatto, nel frattempo ho capito che certa gente faccio meglio a perderla che a trovarla 🙂

    1. Io da una parte sono grata a certi “amici”. Mi stanno permettendo di essere quella che sono oggi.
      Fortunatamente abbiamo anche amici come il tuo, che ha parole preziose e che racchiudono questa grande verità: possiamo fare tutto nella vita, col giusto sforzo e una vera volontà, possiamo arrivare ovunque. Viviamo costantemente in condizione dei giudizi degli altri, senza renderci conto che quelli più severi arrivano proprio da noi stessi.
      Insomma, dopo i trenta…..una bella montagna russa! Tanti auguri anche a te 🙂 ..in ritardo!

  3. Io ho appena compiuto 35 anni e di bilanci e riflessioni ne ho fatte parecchie: sono partita sentendomi un fallimento e ho scoperto che la strada che ho fatto non è tutta sbagliata. Credo che sul nostro sentirci incomplete, insoddisfatte e irrisolte influiscano molto le convenzioni sociali che tu hai detto: a 30 anni devi avere un lavoro fisso, essere sposata e avere avuto il primo figlio. Se non rientri in questi canoni, sei una roba strana che la gente non sa catalogare e che, per questo motivo, teme. Ti fanno sentire sbagliata e finisci per desiderate cose che non vuoi (un fidanzato a tutti i costi, per esempio). Essere libere è difficile, ma non c’è altra via per essere se stesse. A tutte le età.
    Riguardo alle amiche, sono felice di avere trovato un’altra persona che vive la rottura di un’amicizia come la fine di un fidanzamento.

    1. Forse per alcuni siamo considerate strane noi, che diamo tutto nell’amicizia e ne soffriamo quando finisce. Spesso mi sento dire che non devo avere aspettative dagli altri, certo è che ad avere più chiari i propri obiettivi ci rende più consapevoli di noi stessi. Oggi posso dire grazie a quella “amica” ed essere grata di non avere una persona così al mio fianco per non rischiare di assimilare questa negatività da lei!
      E comunque vedi Valentina? Trenta, trentacinque..non esiste un’età che non ti permetta di decidere di essere felice!

  4. Bellissimo post! Mi ci ritrovo, ho avuto la crisi dei 30 anni (ora ne ho 32 ,un bambino di 1 anno e una nuova vita all’estero). E’ verissimo, la vita cambia e si lascia spazio a ciò che conta realmente abbandonando tutte le cose superficiali per dare spazio all’essenziale! e come dice il Piccolo Principe “NON SI VEDE BENE CHE COL CUORE, L’ESSENZIALE E’ INVISIBILE AGLI OCCHI”. Besitos

    1. Hai perfettamente ragione..ci si impiega davvero molto a capirlo, ma l’importante è arrivarci! Complimenti per la tua avventura, invidio molto anche il tuo bimbo, si impara molto anche a solo a rapportarsi con un’altra realtà!
      Il Piccolo Principe..mi hai fatto venire voglia di rileggerlo!

  5. Ah, i trentanni! Personalmente ho superato il traguardo da un annetto ormai e devo ammettere che questa fase della vita mi piace sempre di piu’. Mi sento piu’ consapevole di me stessa. Ecco, l’unica cosa che fa veramente strano e’ quando penso a cose successe durante l’universita’ e mi rendo conto che sono gia’ passati 7, 8 anni… e mi sento inevitabilemente vecchia!

    1. Noooooo vecchia mai!! Matura al massimo 😉
      Penso però che la consapevolezza non è data solo dall’età ma soprattutto dalle esperienze di vita e (ahimè) da quello che assimiliamo dalle persone che ci stanno accanto.
      P.S. Io ho amiche di 20,23 anni..anche a te fa un certo effetto leggere 1995,1998?

  6. Io li ho superati da un sacco (circa 21 sacchi). Ma i trenta sono stati i più gloriosi: un nuovo inizio. Mi sono separata, ho cambiato casa ed ho iniziato una nuova vita da sola in un meravigliosamente mio bilocale. A trent’anni è iniziata la mia vera vita. E da allora non mi sono più fermata.

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