Yosemite National Park in un giorno6 min read

Yosemite National Park in un giorno: sensazioni di viaggio, cosa vedere e dove dormire

Ci ho messo tanto a scrivere questo post, come saprete, preferisco raccontare emozioni anziché snocciolare liste di indirizzi. Ogni tanto però mi piace contribuire a mio modo a quello che è questo grande mare dei consigli di viaggio.

Ma prima.

Ho noleggiato una macchina e sono partita.

Lo so, vi sto facendo una testa tanta, ma credetemi che per me è una cosa grande e che devo sbandierare ai quattro venti con fierezza. Per una come me, che si faceva accompagnare anche a fare gli esami del sangue – no, non mi spaventano gli aghi e no, non svengo alla vista del sangue – è stata un’esperienza incredibile. Non so se da oggi saprò fare tutto da sola, quello che so è che questo gesto mi lascerà con più coraggio, quello vero, non quello finto che ho utilizzato finora.

Ho lasciato lo Yosemite National Park con una sicurezza in più, oltre al fatto che mi sono ritrovata perfettamente connessa con la natura, cosa che da sempre e per sempre mi farà stare in pace col mondo.

Trovare il proprio posto nel mondo per alcuni è difficile, io ho questa strana cosa che mi ci sento in ogni mio viaggio. Anche dove mi arrabbio, anche se qualcosa non va come avevo previsto, riesco comunque a trovare il bello. E non è cosa da tutti, questo mi fa davvero sentire fiera di me.

La sensazioni

Vista Glacier Point Yosemite

Lo Yosemite mi ha sorpreso. Incastonato tra le montagne, è lui stesso “le montagne”. Molti lo paragonano alle nostre Dolomiti ed io, che ho avuto l’occasione di vivere in Trentino qualche mese, non posso che essere d’accordo a metà. Ricordiamoci che siamo sulla stessa longitudine della Libia e che qui il clima è maggiormente arido.

Trovarsi in mezzo a queste montagne altissime e al contempo guardare gli alberi bruciati dagli incendi, distese dorate di erba al sole, fa un certo non so che. Il clima è davvero arido e la campagna in atto per limitare il consumo di acqua durante la doccia o il banale lavarsi i denti è motivato alla perfezione. L’acqua è un bene prezioso, ovunque, ma soprattutto qui.

Me ne sono resa conto sulla strada verso il Glacier Point, uno dei punti panoramici del parco.

La salita si inerpica per una quarantina km in un susseguirsi di tornanti che ho percorso col magone. È vero, è la natura, ma da sarda non mi ci abituerò mai, quando la terra brucia per me è sempre una perdita. L’erba nera e gli alberi scuri e slanciati senza foglie mi provocano sempre questo effetto. Gli incendi erano talmente recenti che in alcuni tratti, dove mi sono fermata per scattare qualche foto, ho fatto fatica anche a respirare. Il panorama era velato dal fumo.

Basta però arrivare in alto per tornare a riempirsi gli occhi. E riempirli per davvero! Davanti a me l’Half Dome e sotto l’intera vallata, le cascate. Uno spettacolo di un verde acceso interrotto solo dalla maestosità delle rocce. Da rimanere senza fiato.

Clicca sulle foto per vederle per intero!

L’Half Dome è la scogliera di granito che domina la valle. Pare che dopo che George Anderson nel 1875 disse che nessuno avrebbe mai potuto calpestare la cima di questa roccia, iniziò una sorta di gara fra arrampicatori di tutto il mondo che continua ancora oggi.

Ma veniamo ai punti salienti

Cosa vedere

Ho trascorso all’interno del parco un giorno intero, dalla mattina a poco prima del tramonto. Non crediate che sia abbastanza, avrei preferito starci due, tre sarebbe stato perfetto. Quello che vi consiglio è di non starci meno. Se proprio non riuscite dividete in due la visita in due mezze giornate e dedicatevi agli spostamenti la mattina del primo giorno e il pomeriggio del secondo, l’ingresso ha validità una settimana e costa 35$ a veicolo.

In alternativa, se siete in un on the road e considerate di visitare altri parchi, conviene fare l’Annual Pass, si richiede all’ingresso del primo parco in cui entrate, costa 90$ e vale, come promette il nome, per un anno in tutti i National Park e National Monument. Attenzione: sul retro vi è lo spazio per due firme in quanto è cedibile a familiari o amici che magari si recheranno dopo di voi negli States. Non facciamo gli italiani estremisti, sono gli stessi ranger a consigliarlo, non state facendo niente di male! Nulla vieterà loro di contribuire ugualmente al mantenimento di questi posti magnifici all’interno del Visitor Center.

Dall’ingresso a Glacier Point il navigatore segna 50 minuti di strada. Ingenuo. Non riuscirete MAI. Ad esempio è valsa la pena la sosta alle Bridalvail Fall, una delle cascate con acqua durante l’estate. Il trail dura al massimo 15 minuti e se siete più coraggiosi e atletici di me, vi potrete addentrare oltre la fine dello sterrato e avvicinarvi alla cascata. I punti panoramici sono molti e vi verrà spesso voglia di fermarvi. Una volta arrivati in cima vi aspetta un brevissimo trail, quello che poi vi farà affacciare sulla valle. Io non ho resistito e mi sono presa il mio tempo, la vista era qualcosa di magnifico.

Ho percorso poi a ritroso la stessa strada, guidando per la Southside Drive verso il Visitor Center in cui ho fatto la pausa per pranzo. Da qui ho poi raggiunto il Trailhead Parking e armata di acqua ho deciso di completare l’intero loop attorno il Mirror Lake. di media difficoltà. E un percorso molto bello e suggestivo che passa attraverso foresta e zone più esposte al sole, seguendo il sentiero è impossibile perdersi, ma ha una durata stimata di almeno un paio d’ore a passo sostenuto – avete seguito le mie stories quel giorno? Ad un certo punto ho iniziato a correre!

Dove dormire

Come in ogni National Park degli Stati Uniti, c’è l’imbarazzo della scelta in quanto alloggi. C’è chi si troverà meglio dormendo dentro al parco, ricordandosi ovviamente che avrà un costo maggiore, e c’è chi preferirà spendere qualcosa meno ritrovandosi appena fuori dall’ingresso. Io di solito appartengo alla prima categoria quanto a comodità, questa volta però ho voluto soggiornare appena fuori, verso Mariposa, allo Yosemite Bug Rustic Mountaintranquilli, Bug sta per Bugs Bunny hahaha – in un dormitorio. Oltre alle classiche camere, cabins e chalet, ha infatti dormitori femminili e maschili separati ad un prezzo davvero competitivo. Il WiFi è quello che è, ma la pulizia è ottima e la gentilezza del personale del ristorante altrettanto.

Non avete voglia di guidare? Consiglio: potete utilizzare lo Yarts, il servizio pubblico di trasporto, acquistando un biglietto round trip dal vostro alloggio al Visitor Center dopodichè prendere la navetta gratuita del parco per raggiungere i trails di vostro interesse!

Spero questo articolo vi sia stato utile, avrei voluto raccontarvi di più, avrebbe significato aver scoperto ancora più in profondità questo parco, molto diverso da quelli californiani visti fino ad oggi. Ma chissà, magari un giorno noleggio una macchina e torno!

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