#usaontheroad: il Grand Canyon4 min read

Quando a San Francisco siamo entrati nel parcheggio della Alamo e ci hanno indicato l’auto che sarà stata nostra per i successivi 15 giorni, mi sono veramente resa conto di quello che stavamo facendo. Per molti sarà “niente di che”, per me, che mi trovavo in California e quella macchina mi avrebbe accompagnata attraverso il suolo statunitense tra i grandi Parchi, è stata una sensazione da togliere il fiato.

Qualche giorno dopo ci stavamo incamminando verso il primo dei parchi che di lì a poco avremmo visitato, fotografato, amato. Il Grand Canyon.

Arrivando da Kingman, la strada è la mitica Route 66, che attraverserete sentendovi come in un telefilm degli anni ’80, incontrerete poche volte altre macchine, altre volte sarete accompagnati in lontananza da treni infiniti – e chi c’è stato potrà darmi ragione – e un sacco di buche delle lettere che ti fanno chiedere “ma dove abitano questi??”. Su quella strada abbiamo fatto davvero tantissime soste, non riuscivo a smettere di scattare foto..a volte dopo poche centinaia di metri mio marito mi guardava e “mi sa che mi devo fermare eh..?” proprio perché non riuscivo a stare ferma sul sedile! Il paesaggio cambia così velocemente sotto le ruote che è impossibile resistere..

A Seligman la deviazione è d’obbligo, una piccola cittadina a neanche duecento kilometri dal Canyon che conserva ancora il fascino della Route 66, quando era ancora la via principale del commercio. Una città molto colorata – e per certi versi finta al punto giusto – ma soprattutto dove potrete conoscere i protagonisti del film Cars. Vi verrà da ridere, non sono matta..è che sul serio tra le via potrete riconoscere Cricchetto e Saetta McQueen! Sarà una visita che vi porterà via al massimo un’ora se passerete anche dal Market a prendere qualche ricordo di viaggio, ma non sarà stata persa, la visita è sicuramente piacevole.

Da qui, in meno di due ore si arriva al cospetto di Sua Maestà il Grand Canyon.

Ve la faccio breve e la spiego semplice come l’hanno spiegata a me, che sono parecchio dura, molto con la storia ma ancor di più con la geografia. Il Grand Canyon si è formato milioni di anni fa dopo numerosi movimenti delle faglie, queste si alzarono formando degli altopiani e accogliendo così il fiume Colorado, che con gli anni ha eroso le pareti creando tutti quei giochi tipici a gradini – passatemi questi termini scientifici dai – che lo caratterizzano e gli donano appunto questo fascino.

Come visitare il Grand Canyon?

Il Canyon è visitabile in diversi modi, anche con un tour in elicottero se si vuole, oppure, se si è esperti camminatori e campeggiatori, si può vivere dal “di sotto” percorrendo il faticoso Bright Angel Trail fino all’Indian Garden Campground e passare lì la notte, cosa che, data la mia indiscussa agilità, non ho neanche preso in considerazione, ma potreste addirittura acquistare un tour che prevede la discesa a cavallo. Un’altra soluzione è quella di percorrere il rim lungo la Hermit Road, quella che abbiamo scelto di fare noi.

Qui potete vedere l’inizio del trail..

In questo parco le auto private non sono ammesse, c’è dunque a disposizione un bus navetta che effettua le fermate nei nove view point della Hermit Road fino ad Hermits Rest, basta solo fare attenzione per il ritorno, in quanto non si ferma in tutti i punti ma solo in tre – Powell, Mohave e Pima Point. C’è da dire comunque che alcuni sono abbastanza vicini tra loro, vale la pena per queste fare una passeggiata e assaporare la pace del posto. In alcuni vedrete un paesaggio più verde, in altri sarà più arido, di sicuro avrete scorci sempre diversi da ammirare. La navetta passa ogni 15 minuti ma potrete ovviamente decidere voi se e quando scendere e quanto tempo dedicare al paesaggio. Se posso dare un consiglio, cercate di essere al Mohave Point per il tramonto, pare che sia il punto migliore. Noi siamo arrivati un po’ prima per riuscire a prendere un posto a bordo rim – e senza avere nessuno nelle inquadrature, visto che a quell’ora si riempie. Qui assisterete ad un tramonto da lasciare senza parole, vedrete i colori cambiare dal rosso all’arancio, dal rosa e poi al porpora, poi al viola..lo ricorderete per tutta la vita.

#tips: Sul rim ci sono diverse strutture per passare la notte e tutte sono prenotabili solo ed esclusivamente tramite il sito Xanterra. in quanto alloggi dentro al parco. Booking vi permetterà di trovare eventualmente alloggio a Tusayan, a una decina di chilometri e forse con più scelta anche a livello di costo. Noi abbiamo preferito spendere qualche dollaro in più, risparmiando sulle tappe meno importanti, per dormire al Brigh Angel Lodge con la camera affacciata sul Rim, esperienza stupenda!

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