Cosa vedere nella Death Valley: 4 must da non perdere6 min read

La Death Valley, la valle della morte. Un nome, un perchè.

Perchè c’è poco da dire, se ci si sofferma su questo nome si può benissimo immaginare a cosa si va incontro. Vabbè non esageriamo, era per essere estrema, cogliete quello che sto cercando di dirvi non letteralmente. In Death Valley non si scherza, e te lo dicono anche in bagno: sopra al wc c’è un simpatico grafico che a seconda del colore della vostra pipì vi informa gentilmente se vi state disidratando. Grazie.

Le temperature sono assurde, anche da un punto all’altro del parco, d’altronde si passa dai 1669 metri di altitudine di Dante’s View agli 86 sotto il livello del mare di Badwater Basin. Incredibile vero?

Il principio

Ovvero partiamo dall’inizio. Sapevo che non avrei potuto dare il giusto tempo a questo parco la prima volta che siamo stati negli States. Ho organizzato dunque una visita un po’ strana per alcuni; non riuscendo ad avere una notte in più da dedicare alla valle ebbi questa geniale idea: svegliarci alle 4:00 del mattino a Las Vegas e quindi riuscire ad essere all’ingresso in un orario fresco – illusa – per godere al meglio della visita in giornata e tornare poi a Vegas al tramonto.

E’ possibile? Si, ma non il 3 di luglio.

Ricordo mio marito, che durante le foto di rito all’ingresso del parco, mi chiedeva: “chissà a che temperatura arriva questo posto all’una di pomeriggio..?“. Erano le sette di mattina e la macchina segnava già 42°. Una volta tornati in albergo avevamo tra i messaggi un link di YouTube dove un pazzo cucinava due uova al tegamino sui sassi della Death Valley in un minuto. Il giorno prima.

Avevo letto molto a riguardo e la mia partenza intelligente – o che perlomeno avrebbe voluto esserlo – era il frutto di questo studio. Purtroppo siamo stati costretti a limitare la visita, vuoi per il caldo, vuoi per la stanchezza della levataccia, abbiamo dovuto rivedere l’itinerario e visitare solo quei posti che per me sono gli imperdibili per chi decide di andare e tornare in giornata da Las Vegas ed avere così un quadro generale dell’essenza del parco.

Carta d’identità

La Valle della Morte si trova per gran parte della sua superficie in California, solo una piccolissima porzione invece tocca il Nevada. La zona, senza bisogno che ve lo dica, è arida e piovono poche dita d’acqua in tutto l’anno. Le temperature estive arrivano tranquillamente ai 50° e spesso in piena stagione c’è il divieto di circolare nelle ore diurne. Se anche voi viaggiate in primavera inoltrata o estate appena cominciata, secondo me, la levataccia è quasi obbligatoria, o, al contrario potreste decidere di partire da Las Vegas a pomeriggio inoltrato per vivere il tramonto dentro al parco, ma dovrete poi considerare che al ritorno ci sarà da guidare al buio per circa 2 ore abbondanti e con tutta la stanchezza che il gran caldo regala, non sottovalutatelo!

Gli imperdibili

1 BADWATER BASIN. IL BACINO DELL’ACQUA CATTIVA

Abbiamo deciso di vistare il Badwater come prima tappa ancora prima di passare dal Visitor Centre – ma non si fa! Al Visitor Centre i rangers possono informarvi su particolari situazioni meteo o della strada quindi è sempre bene andare prima di ogni cosa lì! – per stare nel posto più caldo durante il momento della giornata più “fresco”.

Arrivando da Vegas, come vi ho detto prima, il Badwater Basin è il punto più basso della Death Valley ma anche di tutto il Nordamerica, è di 86 metri sotto il livello del mare e vi farà anche uno strano effetto guardare il cartello appeso lì sulla montagna a testimoniarlo. Anche qui, come nel Grand Canyon, sono costretta a citarvi la tettonica a zolle, perchè una volta qui c’era il mare, e qui era l’equatore. Col tempo il mare si è ritirato verso sud, spostando le montagne verso nord e creando un grande lago, che evaporando ha lasciato questa enorme distesa di sale. Si accede tramite una passerella di legno dopodichè i più temerari possono addentrarsi per fotografare da vicino i grossi cristalli di sale che si formano sul fondo.

2 ARTIST DRIVE PALETTE. DOVE LA NATURA COLORA LE MONTAGNE

Si tratta di fare una piccola deviazione percorrendo un breve loop dove la natura ha creato una tavolozza di colori infinita sulle rocce che vi circondano. Sfumature del viola, rosa, verde, rosso, blu. Vale la pena passare per questo breve percorso e riempirvi gli occhi di bellezza. Se vi è possibile fermate l’auto nella piazzola che troverete e fatevi una passeggiata assieme alla vostra macchina fotografica, imprimerete così questo spettacolo assurdo che caratterizza queste montagne e non ci sarà bisogno di dirvi come mai si chiami Artist’s Palette.

3 DEVIL’S GOLF COURSE

Si trova poco prima di raggiungere Badwater Basin e letteralmente significa Il Campo da Golf del Diavolo. E’ curioso il perchè abbia questo nome: a causa dell’evaporazione si creano dei grossi blocchi di cristalli di sale per cui si dice che se ci si giocasse a golf sarebbe impossibile ritrovare le palline. In questo luogo mio marito ha scattato la foto dell’anno.

4 DANTE’S VIEW. ARIA PURA

Ok, il meglio si tiene per ultimo e questo è il caso. Dante’s View è il punto più alto del parco, dove consiglio di recarvi nelle ore più centrali. L’altitudine è notevole, quasi 1700 metri sul livello del mare e l’aria è decisamente più vivibile! Chi si reca nella Death Valley in primavera, qui addirittura potrebbe indossare una giacca più pesante. Il panorama che ci si ritrova davanti è infinito, d’altronde il parco si estende per oltre 200 km. Si è esattamente sopra Badwater e si ha l’intera visuale della vallata. Il mio consiglio è quello di sedersi su una panchina e godere l’aria fresca che soffia; dopo la giornata intensa che avrete appena trascorso sarà un toccasana!

E Poi?

Ragazzi, come tutti i posti meravigliosi che la Natura ha regalato agli Stati Uniti, probabilmente non basterebbe una settimana per visitare il parco intero. C’è Zabriskie Point e il suo panorama lunare, e chi si immagina che la Death Valley custodisce anche dune di sabbia altissime, le Sand Dunes? Se riuscite, visitate anche l’Ubeheve Crater, un cratere vulcanico di dimensioni immense e, se siete curiosi, guardate che cosa succede a Cottonwood, dove i sassi si muovono inspiegabilmente lasciando la scia dietro di loro. Ma c’è davvero tanto, tanto altro.

E ora la fiera delle ovvietà, sempre utili

Mi raccomando, visitate la Death Valley con delle scorte di acqua notevoli, non vi accorgerete di sudare: evaporerete. Prima di partire potete acquistare in un qualsiasi Walmart un frigo di polistirolo da riempire di ghiaccio in qualunque stazione di servizio. A proposito: fate il pieno all’auto prima di partire, perchè non si troveranno benzinai per centinaia – ho detto centinaia – di km.

 

E voi? Siete mai stati in Death Valley? Anche voi siete evaporati?

4 comments Add yours
  1. Hem..perdona il ritardo ma tra fusorario e jet lag non so più che giorno è! Beneventa Francesca, non vedo l’ora di dare uno sguardo al tuo di blog!

  2. Ma ciao!!!
    Mi è piaciuto questo racconto! Io ho viaggiato per i parchi del sud ovest e soggiornato a las vegas…in programma esisteva anche questa meta ma, le temperature oscene, perché lo sono, ci hanno scoraggiato. Era settembre e mi sono ripromessa che un giorno, tornerò nei mesi invernali per rimediare a questo appuntamento mancato. Le vostre foto sono molto belle e mi hanno regalato un po’ di quel paesaggio così magnetico che ancora mi aspetta!

    1. Il massimo sarebbe stato dormire nel parco..ho visto foto stupende del tramonto! Il paesaggio invernale degli altri parchi rossi, con la neve, è bellissimo..però le giornate sono più corte! È sempre difficile trovare il periodo perfetto, mannaggia!

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